II-III-IV NHC l'apocrifo di Giovanni

Data: 9 Luglio 2014 Categoria:

le radici della gnosi

Il Libro Segreto (o Apocrifo) di Giovanni è un testo gnostico sethiano, rinvenuto nella Biblioteca di Nag Hammadi in Egitto, in 3 manoscritti in traduzione copta; un altro manoscritto sempre in versione copta è compreso nel Codice Gnostico di Berlino 8502. La datazione del testo originale deve essere attribuita intorno al II sec. d.C.

 

La letteratura gnostica sethiana ha la caratteristica di essere solo marginalmente influenzata dalla rivelazione cristiana, attingendo largamente a tradizioni apocrife veterotestamentarie o anche greche (principalmente dalle scuole platoniche, ad es. sul demiurgo).

 

Nelle comunità gnostico-cristiane dei primi secoli, questo scritto apocrifo, contemporaneo o di poco posteriore al quarto evangelo canonico, doveva essere forse considerato come la continuazione “segreta” del vangelo di Giovanni, riservata agli iniziati ai misteri della conoscenza (“gnosis”)

 

La pura Luce, che emana dal padre, è condivisa dal figlio e dalla madre, e contrasta con le tenebre della materia corruttibile. Nell’uomo, essere materiale, è contenuta una scintilla della luce divina, che dovrà riunirsi al regno eterno della luce dopo un ciclo più o meno lungo di reincarnazioni, fino alla purificazione spirituale

 

pala 1 – Dio, Barbelo e il mondo delle tenebre

Il suo pensiero generò la sua immagine Barbelo, Madre divina, prima emanazione del Padre,

prima potenza, immagine dello spirito vergine, invisibile e perfetto.

Barbelo che è ènnoia e prònoia, pensiero e provvidenza, padre-madre, spirito santo,

tre volte maschio, tripla potenza, androgino dai tre nomi, il primo ad avere origine.

 

 

anno 2009

stampa su carta baritata

dimensione 35×40 cm – edizione di 7 + 3 ap

 

pala 2 – èone di Astafaios

Astaphaios, faccia di iena

 

 

anno 2009

stampa su carta baritata

dimensione 35×40 cm – edizione di 7 + 3 ap

 

pala 3 – èone di Eloaiu

Elaios, faccia d’asino

 

 

anno 2009

stampa su carta baritata

dimensione 35×40 cm – edizione di 7 + 3 ap

 

pala 4 – èone di Adonin

Adonin, faccia di scimmia

 

 

anno 2009

stampa su carta baritata

dimensione 35×40 cm – edizione di 7 + 3 ap

 

pala 5 – Ialdabaoth

Ella (Sofia) generò Yaldabaoth, diverso da lei nell’aspetto, fonte di tutti i mali e le sventure di questo mondo,

con il corpo di serpente e il muso di leone, gli occhi scintillanti come lampi.

Lo gettò fuori dal suo regno perché nessun immortale lo vedesse, tranne lo spirito santo,

che è detto madre dei viventi.

 

 

anno 2009

stampa su carta baritata

dimensione 35×40 cm – edizione di 7 + 3 ap

 

pala 6 – la riflessione di Sofia

Sophia (uno dei dodici regni eterni) concepì da un suo proprio pensiero, senza il consenso dello spirito invisibile.

Voleva generare qualcosa che le fosse simile tentando di imitare l’atto autogenerativo del padre.

Il maschio non acconsentì ed ella generò all’insaputa del compagno.

 

 

anno 2009

stampa su carta baritata

dimensione 35×40 cm – edizione di 7 + 3 ap

 

pala 7 – èone di Jao

Yao (Yahweh), faccia di serpente a sette teste

 

 

anno 2009

stampa su carta baritata

dimensione 35×40 cm – edizione di 7 + 3 ap

 

pala 8 – éone di Sabaoth

Sabaoth, faccia di serpente

 

 

anno 2009

stampa su carta baritata

dimensione 35×40 cm – edizione di 7 + 3 ap

 

pala 9 – èone di Athoth

Athoth, faccia di pecora

 

 

anno 2009

stampa su carta baritata

dimensione 35×40 cm – edizione di 7 + 3 ap

 

pala 10 – l’albero della vita

Gli arconti pongono Adamo in paradiso dicendogli di mangiare dell’albero della vita che è al centro del paradiso.

Ma il loro piacere è una trappola, i loro alberi sono un sacrilegio, il loro frutto è veleno mortale, la loro promessa è morte,

la loro ombra è odio, la sua radice è amara, il suo seme è desiderio e germoglia nella tenebra

 

 

anno 2009

stampa su carta baritata

dimensione 35×40 cm – edizione di 7 + 3 ap

 

pala 11 – albero della conoscenza del bene e del male

Gli arconti tengono Adamo lontano dall’altro albero, quello della conoscenza del bene e del male,

che è intelletto illuminato, così che Adamo non possa scorgerlo e riconoscere la propria nudità

 

 

anno 2009

stampa su carta baritata

dimensione 35×40 cm – edizione di 7 + 3 ap

 

pala 12 – Eva e i figli Eloim e Jave

Il malvagio Yaldabaoth, vedendo che gli umani si erano allontanati da lui e gli avevano disobbedito,

li maledì e li scagliò fuori dal paradiso ricoprendoli di tenebra profonda.

Poi si sentì attratto dalla donna, la corruppe e con lei generò due figli:

Elohim e Yahweh, (due dei nomi ebraici di Dio), uno con faccia d’orso, l’altro con faccia di gatto,

uno giusto, l’altro ingiusto, e li chiamò coi nomi di Caino (il giusto) e Abele (l’ingiusto).

 

 

anno 2009

stampa su carta baritata

dimensione 35×40 cm – edizione di 7 + 3 ap